Scatta & Fuggi Puglia

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A volte quello che può apparire assolutamente normale ad un individuo può risultare assolutamente straordinario per un altro. Con questa sorta di regola non scritta viaggiamo, stupendoci meravigliandoci quando la nostra cultura, le nostra abitudini vengono in contatto con qualcosa di diverso. Non necessariamente più complicato, spesso è la banale semplicità che ci sorprende.

Qualche giorno di riposo lontano da pc, ufficio, traffico. Giorni non di ferie, ma di riposo compensativo relativo alla prossime festività che mi farò lavorando tanto per cambiare.

Unica meraviglia tecnologia permessa la reflex e il cellulare. Così sono tornato in Puglia dopo un assenza di troppi anni.

E’ stato per certi versi un salto indietro nel tempo, nonostante in alcuni luoghi il tempo non sembra mai passare.

Alla luce di quanto vissuto a distanza di anni dalla mia ultima apparizione in quelle terre, apparirebbe forse azzardato dire come si vive bene li, poiché i problemi certamente esistono eccome, poichè come sempre durante una breve permanenza si finisce per apprezzare tutto. Anche perché vige il principio della novità.

Va però detto che certi ritmi vanno vissuti. E per chi giunge dal ritmo frenetico e tentacolare di una città a volte si può rimanere piacevolmente spiazzati, tanto da lasciarsi andare.

Ho trascorso diverse serate davanti al camino mentre fuori in aperta campagna era tutto completamente avvolto dall’oscurità. Semplicemente seduto a riscaldarmi al tepore del fuoco avvolto nei miei pensieri, solamente guardando la legna ardere e girandola di tanto in tanto. Era bello così, pura magia, silenzi senza tempo. Non c’era nient’altro che il focolare, e il mio mondo. Dannatamente intimo, mio.

Ho vagato senza meta per vetusti vicoli mentre i miei passi solcavano piccole pozze figlie della pavimentazione consunta dal tempo.


Ho osservato la mia ombra danzare nella notte lungo bianche mura tinte di ocra dal colore delle lampade. 

Ho avvertito il profumo della legna ardere, ne ho udito il canto lugubre davanti per vie e piazze.

Ho varcato sagrati di chiese ancora vuote addobbate a matrimonio in attesa degli astanti.

Ho affondato  timoroso i miei stivali nella terra rossa e umida percorrendo fondi antichi.

Ho scavalcato con rispetto muretti in pietra vecchi da centinaia di anni guardiani di questi luoghi.

Ho ammirato con tristezza trulli ormai disabitati da tempo lottare con sterpi e rampicanti.

Ho visto le scie di vite passate attorno al focolare e vicino al pozzo. Ho visto la dignitià di chi lavora  ogni giorno in comunione con questa terra strappando con fatica i frutti del proprio lavoro.

Ho visto, guardato osservato pensato a tutto ciò. E non voglio che vada perso.


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© 2019 by  Sergio Del Rosso