Scatta & Fuggi - Locarno

📷Ultimamente sto pianificando escursioni di una singola giornata cercando di vedere il più possibile in poco tempo. Questa volta ho scelto Locarno, attirato dal lago Maggiore da previsioni meteo accattivanti e dalla presenza del Sacro Monte della Madonna del Sasso, che ospita un antico santuario raggiungibile con una comoda funicolare. Inoltre da Domodossola a Locarno avremmo potuto provare il treno panoramico della ferrovia Vigezzina che dopo la bella esperienza del trenino rosso del Bernina poteva fare ben sperare.

Una giornata tranquilla di fine inverno, tre amici e il live motive della giornata: verificare quanto il treno possa essere un mezzo di trasporto efficente e alternativo all'auto e alla guida che mi sarebbe toccata tanto per cambiare.

Appuntamento 6.45 alla fermata della metro di Bande Nere. Da li raggiungo con la linea rossa Cadorna, cambio sulla verde e fermata a Milano Centrale. Il treno è quello per Domodossola delle 7.55. Biglietteria, si paga 6,25€ e via di regionale.  Il treno lascia Milano per avventurarsi su una tratta abbastanza noiosa dal punto di vista visivo, gli squallidi paesi del hinterland, tipici della zona nord di Milano si susseguono senza sosta. Arriviamo alla stazione di Domodossola alle 9.25. 

Li ci attende un treno un po' più particolare. Il treno panoramico Domodossola-Locarno che in circa due ore ci porterà a destinazione. Acquistiamo il biglietto a 25€ paghiamo andata/ritorno più funicolare per il Santuario della Madonna del Sasso che visiteremo una volta arrivati. L'interno del mezzo ricorda per certi versi il trenino rosso del bernina. Vetrate panoramiche, ambiente più incline alla pulizia, poca comodità dei sedili nostro malgrado. C'è una valida alternativa al ritorno. Prendere il traghetto da Locarno e scendere il lago fino ad Arona o altre località. Attivo da primavera inoltrata.

Il percorso ci vede attraversare la val Vigezzo a metà mattinata, il treno sale di quota lasciando la fredda conca in cui è immersa Domodossola. Inizia a comparire la neve e tutto diviene più magico. Si susseguono piccoli nuclei di case in pietra circondare le chiese disseminate lungo questa antica via. A metà percorso vediamo la dogana svizzera ergersi sulla SS337 a cui la ferrovia viaggia parallela. Il paesaggio non suscita molte emozioni, e a parte qualche sprazzo di natura un po' più incontaminata le emozioni offerte non sono poi molte,  ben pochi ricordi degni di nota. Lasciato a casa il polarizzatore pago un terribile dazio in termini di riflessi sul vetro e ben poche foto si salvano dall'epuriazione.

Arriviamo a Locarno alle 12.30 circa e con sorpresa il meteo nonostante le ottime premesse risponde con una foschia che rende praticamente la vista tronca. Tutta la sponda orientale ci è celata alla vista. Noi tra la curiosità di un posto nuovo da visitare, gli occhi ai prezzi dei negozi, ci incamminiamo ben belli per il lungo lago. Parchetti, alberi panchine aiuole si susseguono in modo molto ordinato nel pieno della tradizione svizzera, nonostante la dubbia influenza italiana.

Dopo pranzo decidiamo di mischiarci alla fauna locale. Viale Zorzi per finire in Piazza Grande. Negozi lungo i portici, coppie felici e spensierate, inesistenti i segni di povertà o degrado così ticipi dei nostri centri storici. Nessun mendicante, nè venditore abusivo. Lungo la camminata siamo letteralmente assaliti da soavi e zuccherati profumi provenienti dalla decine e decine di negozi e bancarelle di dolciumi. Impressionante.  Portiamo via con noi un piccolo bottino di cioccolato che eviterà di cenare in treno.

Dopo lo shopping, è il momento del pentimento. Ci aspetta la funicolare per il santuario della Madonna del Sasso.La salita dura poco meno di 5 minuti. Dopo poche centinaia di metri si arriva al Santuario. Liberamente visitabile infonde un fascino particolare, si avverte specie nella chiesa i secoli di storia vissuti da quel luogo. Dalla "terrazza" antistante l'entrata in chiesa il panorama unico ci potrebbe essere, purtroppo la foschia ha rovinato tutto. L'interno della chiesa è piccolo e molto intimo, ogni suo angolo ogni suo affronto ha ben da raccontarci dei tempi passati che furono. La luce del sole calante filtra per antiche vetrate illuminando antiche opere d'arte e donando a tutto un aria di solennità senza pari. 

E' tempo di partire. In stazione ci aspetta il treno per Domodossola. Qui paghiamo caro la presenza di un sedile tra i più scomodi mai provati. Il viaggio è faticoso. E' sabato sera. Ogni fermata giovani adolescenti provenienti dalla valle salgono per andare a "Domo" a passare la serata. Il neon del treno ci fa soffrire.  Arrivati a Domodossola l'idea è di prendere il cisalpino per Milano. Amara illusione: biglietteria chiusa. L'unica soluzione è quella automatica, ma questa eroga solo biglietti per i regionali. 6,25€ e ci viene stampato il nostro biglietto. Partiamo alle 19.50, arrivo previsto a Milano ore 22.00, il cisalpino partirà 30 minuti dopo di noi.Attorno alle 21 mentre il nostro treno si fa praticamente tutte le fermate della tratta il cisalpino ci sorpassa quasi schernendoci. Ore 21.30. In un tratto imprecisato della ferrovia i nostri pensieri vanno alla stazione centrale dove il cisalpino arriva. Noi abbiamo ancora davanti mezz'ora e tutta una notte...

Per info: http://www.vigezzina.com

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