Scatta & Fuggi - Cremona

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Se negli ultimi anni ho limitato molto viaggiare così non si può dire degli ultimi mesi. I motivi sono essenzialmente pochi. Davanti a tutto metto la voglia di vedere, osservare il mio paese, la mia patria. Ho notato una sorta di regola non scritta per la quale più si va lontano più sembra uno c’è l’abbia più lungo, soprattutto se non ha visitato il proprio paese.

Trovo scontato e banale partire per mete più o meno esotiche senza conoscere il proprio giardino di casa, soprattutto poiché il giardino di casa è visitabile più o meno anche in giornata stringendo i tempi e camminando come dei pazzi.

E a Cremona è andata proprio così. E quanti passi i nostri poveri piedi hanno compiuto, ma ne è valsa la pena, incredibilmente.

Così ha inizio…

Arriviamo a Cremona con il tempo che non si dimostra magnanimo. Un densa foschia avvolge la città, il freddo si fa sentire. A passo svelto per non sentire il freddo scendiamo per il centro storico, attraversando i quartieri più recenti della città e incrociando qua e là nugoli di giovani studenti che vuoi per un motivo o per un altro hanno deciso di passare una giornata di relax. Beata gioventù penso.

Cremona come per Mantova ci infonde un senso di autentica tranquillità, calma e agiatezza. Una città la cui vita scorre tranquilla e probabilmente i giorni si susseguono senza quasi accorgersene. Città di provincia, bassa padana. E’ un modo di vivere.

Scendiamo lungo corso Campi, zona a traffico limitato. Osserviamo il sabato mattino dei cremonesi, caffè, cappuccino e cornetto. Le vetrine dello shopping. Signore di mezza età che chiacchierano. Arriviamo alla Galleria 25 aprile osservando i primi segni del mercato che occupa tutta la piazza Antonio Stradivari giungendo sino ai piedi della Torrazza in piazza del Comune.

📷 Piazza del Comune, scorcio.

Camminando tra i banchetti del mercato tra gli avventori e i curiosi, per quanto tutto possa sembrare perfettamente trasportabile in qualsiasi altra città del mondo, basta alzare un po’ più la testa e il fascino che la scena ci regala è qualcosa di magico; antichi palazzi in mattoni rossi incorniciano una scena senza tempo, mentre i nostri pensieri vagano nella storia di quei luoghi in cui chissà quanti mercati si sono susseguiti e persi tra le pieghe del tempo.

Scaliamo la Torrazza con i suoi 502 gradini, una salita quasi infinita, da quasi venti minuti. Ci scioglie le gambe. Mentre saliamo la vista sul mercato e piazza del Comune è una cartolina da incorniciare, semplice ma di grande effetto.

Dopo aver visitato la cattedrale di Cremona sbalorditi dai giochi di luce che gli immensi rosoni ci regalano, decidiamo che è il momento di pranzare. Dove? Ma al mercato tra una bancarella e l’altra. E nel primo pomeriggio quand’ecco che la nostra curiosità sulla città sta venendo meno pensando di aver visto ciò che meritava di essere visto, come in ogni storia che si rispetti tutto cambia.

📷Cattedrale, particolari giochi di luce.

In ogni storia esistono persone capaci in poco tempo di lasciare dentro di noi un segno. Quel giorno senza dubbio per me, Salvo e Daniel questa persona porta il nome di Alessandro Enrico. Vivessi per altri cento e più anni rimarrà una delle persone più gentili dolci cordiali e disponibili che abbia mai avuto modo di conoscere.

Siamo in piazza Zaccaria, adiacente la cattedrale, e noto una scena simpatica nel primo pomeriggio durante la smobilitazione del mercato. Un simpatico signore con un cappello rosso, una bici e una cesta con dentro un cane con gli occhiali e cappello che gira per la piazza. E’ un attimo. Una folgorazione. Torno sui miei passi lo raggiungo gli chiedo gentilmente se posso fare una foto.

Quella domanda cambierà il senso della giornata, del viaggio stesso. Iniziamo a parlare della città di quello che abbiamo visto e dell’idea di fare un giro sul lungo Po, con sorprendente dolcezza ci dice “vi porto io a vedere la mia città. Vediamo tutto!”

📷 L'incontro

Quarant’anni di servizio come postino in questa città ci racconta, mentre Black il suo cane salvato dal canile si gode la passeggiata trasportato dolcemente nella cesta. Visitiamo tutti i luoghi meno conosciuti ma altrettanto meritevoli di essere visti, le vie si susseguono senza sosta, i piedi dolgono ma non possiamo fermarci, non vogliamo. Lungo Po, casa di Stradivari, interni di palazzi del ‘400 affrescati, il porto fluviale di Cremona, i silos del grano e il mostro ecologico della Raffineria Tamoil alle porte della città.

E’ quasi un giro senza fine su cui incombe il fardello del ritorno a casa. In poche ore la mattina scopriamo le bellezze architettoniche della città, la sua arte, nel pomeriggio in pochi minuti comprendiamo la genuinità di persone dal cuore d’oro e dalla genuinità senza pari.

📷 Porticato interno, palazzo del '400

Ricordo ancora una foto in particolare che ritrae un momento importante della giornata: stavamo passeggiando davanti ad un antica casa, il cancello era chiuso, ma riuscivamo ad intravedere all’interno una minima parte degli affreschi che ne adornavano l’interno. Delusi da non poterla visitare stavamo passando già oltre, quando intravediamo un auto arrivare con a bordo la sua proprietaria, la Signora. Quarant’anni di servizio come postino, e le porte di quella casa di quel cortile con la sua fontana si sono aperte per noi. Gioia per gli occhi, emozione di vedere qualcosa non riservato ai turisti. E poi il saluto, la Signora e il Postino, una stretta di mano simbolo di valori semplici ma importanti.

📷 Cremonesi

 Si sa sono un romantico, ma l’emozione forse più forte avverrà qualche ora dopo, quando nel tardo pomeriggio di questo lungo giorno di fronte alla stazione le nostre strade si dividono da Alessandro Enrico. Lo stringiamo a noi, lo ringraziamo, e infine con il magone lo vediamo andare via in bicicletta con Black sempre comodamente sistemato nella sua cuccetta. Un senso di vuoto e leggero smarrimento ci pervade. Abbiamo perso la nostra guida, le strade si dividono forse ma rimarrà sempre con noi il suo splendido ricordo, per sempre fisso immutabile come solo una fotografia sa fare, senza essere incisa o cambiata dall’incedere spietato del tempo.

E se voi viaggiatori occasionali o turisti, un giorno doveste vedere un uomo passeggiare per le antiche strade di quella città, con la bicicletta nella mano sinistra e con un meticcio bianco al guinzaglio nella mano destra non abbiate paura a salutarlo sarà per voi una guida sicura. Una guida anche di vita nonostante le poche ore passate assieme.

📷Cremona, l'uomo con il cane.

Arrivederci Alessandro Enrico. Alla prossima volta grazie di cuore. Con profondo affetto. Sergio, Salvo e Daniel

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