Concorso fotografico o donazione gratuita?

Aggiornato il: 9 giu 2019

Allora iniziamo con l'affermare che siamo tutti grandissimi estimatori dalla Nation Geographic Society, sia per quel che riguarda la società in se, sia di tutte le altre attività ad esse correlate, in primis il mensile e il portale web. Anche nel 2014 come da alcuni anni a questa parte il magazine lancia il suo classico concorso fotografico:

una grande occasione per ogni fotografo che vuole provare a cimentarsi nelle 4 categorie proposte. Sicuramente è un occasione, ma forse più per il magazine/editore che per noi fotografi/lettori.

Vediamo perché.

Il regolamento è chiaro:

Bisogna scegliere un numero di fotografie da distribuire nelle diverse categorie ed inviarle con il coupon a mezzo posta o via email.

E qui viene il bello: cediamo completamente ogni diritto di sfruttamento dell’immagine.

Partecipando al Concorso, l’autore di ciascuna fotografia concede, a titolo gratuito, a L’Espresso, alle società controllate e/o collegate al Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. e alla National Geographic Society il diritto di pubblicare le immagini inviate su National Geographic magazine, sia edito in lingua italiana sia in altre lingue, sul sito www.nationalgeographic.it, su tutte le testate e i siti internet di proprietà di società facenti parte del Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., sugli stampati inerenti la premiazione, su supporti informatici o per esposizioni promozionali del Concorso stesso, nonché in occasione di mostre o eventi nazionali e internazionali promossi da National Geographic Society ovvero con il suo patrocinio e/o partecipazione, con l’unico onere di citare ogni volta l’autore delle fotografie. La cessione qui regolata è a titolo gratuito anche in considerazione dell’effetto

promozionale che ricadrà sulle fotografie inviate e sull’autore delle stesse. La partecipazione al Concorso implica, da parte del partecipante, l’accettazione incondizionata del presente regolamento. Per qualsiasi controversia che potesse ingenerarsi sarà competente il Foro di Roma. E’ responsabilità di ogni partecipante (del genitore o di chi ne esercita la patria potestà per i partecipanti Junior), assicurarsi che la pubblicazione delle fotografie non sollevi alcun tipo di controversia legale e non sia lesiva di altrui diritti.

Ora facciamo due conti basandoci sulla tiratura della magazine, dati non recenti ma comunque validi considerando che il valore non dovrebbe essere cambiato molto. La tiratura del magazine stando ai dati del 2007 è attorno alle 150mila unità. Di queste possiamo stimare che 100mila vengano vendute. Su 100mila acquirenti ipotizziamo che partecipino un quarto dei lettori. A 6 fotografie a partecipante sono qualcosa come 150.000 fotografie.

Esageriamo e facciamo finta che siano solo 50.000

Ora vediamo il montepremi, valore totale: € 8.586

Ricapitoliamo quale sarà il costo per l’acquisizione dei diritti di sfruttamento di queste immagini.

8.586€ diviso 50.000 foto ricevute = 0,17€ a fotografia,

E' solo una supposizione, prendiamo dati reali, quelli del 2010, gli unici che ho trovato. Quando arrivarono 15.000 immagini. Siamo a 0,57€ a fotografia. E la qualità è per la maggior parte molto alta. Molti diranno, alcune foto non saranno belle e meritevoli. Ovviamente, ma la National Geographic non propone fotografie belle modello 500px da 1000 commenti. Sempre più spesso vediamo foto che ritraggono scene di vita assolutamente normali scattate in un l’epoca passata. Ci meravigliamo e rimaniamo stupefatti di fronte ad immagini semplici vecchie anche solo di due lustri prima. Ebbene la stessa fotografia di una scena quotidiana di oggi ci apparirà esattamente strana ed affascinante anche tra cinquant’anni, quando noi, non ci saremo forse più, e i nostri figli e nipoti ci guarderanno straniti sulle pagine dello stesso magazine.

Partiamo dal presupposto che nessuno fa nulla per nulla nel mondo degli esseri umani, specialmente una società a scopo di lucro privata, non dimentichiamolo. La rivista pubblica con periodicità ottimi articoli a sfondo ecologico, riduzione delle emissioni e dei consumi e poi chi paga la pubblicità sono per l'oltre il 60% delle inserzioni case automobilistiche.

Predicare bene e razzolare male.

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