Bretagna parte III

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Milano, 13/10/2009 ore 23.00 Sto scrivendo, raccontando, ricordando quei momenti, quei giorni unici. Lo faccio non senza sofferenza. Ne ho riscoperto  la mancanza, la nostalgia. Ho scoperto che quel senso di libertà, quella sensazione di vita è una gioia di cui ormai sono ebro. Nei giorni successivi il mio rientro guardando, lavorando sulle foto non ho potuto fare a meno di ricordare esattamente quegli istanti, i profumi, i suoni di quei luoghi. Rivive in me il ricordo, l’aver vissuto quel momento tramite la fotografia in modo duplice; in quell’arco di tempo in cui la Luce entra, illumina impressiona, e quando nel tranquillo salotto di casa all’ombra di una fioca luce arancione davanti a quei luoghi mi affiorano alla memoria gli stessi istanti della mia vita fissi ed immutabili nel tempo.

Tempo.

Ho fermato il tempo per l’eternità. E questo vivrà per sempre.

E allora forse anche io vivrò per sempre nel ricordo.

Point Saint Mathieu, 21/9/2009 ore 12.00 Ho lasciato la cote di granite rose verso le nove dirigendomi verso un luogo irrinunciabile, Point Saint Mathieu. Si tratta di una dell’estremità francesi più occidentali, da qui  solo l’oceano e poi alla fine di questo tappeto blu il nuovo mondo. Il faro, famosissimo per la sua posizione deve la notorietà all’abbazia benedettina la cui costruzione era iniziata nel XI secolo. Tempo splendido, sole magnifico, temperature ideali. Dalla costa di granito rosa sono penetrato velocemente nella regione della Finisteré che ho percorso altrettanto velocemente fino a Brest. Sono attualmente indeciso se passare come da programma per Cameret-sur-mer dove ci sono in zona molti spunti fotografici interessanti. Vedremo durante la strada. Nota post: non riuscirò a fermarmi a Cameret in quanto la distanza sarebbe stata troppo elevata. A voler tornare indietro sarebbe stato più saggio dedicare più tempo alla regione della Finisteré in quanto veramente bella e meritevole. Evitare Brest poichè non ha molto da offrire

Locronan, ore 14.30 Pausa. La guida non difficoltosa ma molto noiosa mi sta affaticando più del previsto. Sono su una panchina ricavata nella pietra che condivido con un energumeno armato di mini cane al guinzaglio. Attendo che la piazzetta del paese si liberi dalle orde turistiche teutoniche che l’hanno di recente invasa. Ho scoperto che potrei odiare anche loro. Locronan è molto, come dire, molto storico ecco. Ricorda in stile celtico, o meglio stile brettone, i nostri paesini medioevali umbri e toscani. Sento su di me l’avvicinarsi della fine di questa splendida avventura. Ogni minuto è più vicina. E ne sono dannatamente dispiaciuto ma lieto in parte perché ogni viaggio ha un inizio e una fine.. Nota post: Locronan è tanto piccola quanto splendida, ha mantenuto intatto il nucleo originario di un tipico paesino brettone. La chiesa è poi veramente meravigliosa. E il cimitero posto a ridosso della stessa conferisce più solennità al luogo.

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Point du Raz, ore 18.00 Non pensavo di aver preso tanto sole. La nuova, ultima abitazione è piacevole. Piccola intima adatta ad una coppietta stupenda per un single. La padrona di casa mi ha fatto un ottima impressione, ho trovato ad attendermi il necessario per un te caldo e un dolce plumcake. Qualche difficoltà nel trovare il luogo, ma dopo un paio di giri a vuoto, un sms tutto risolto. Dopo una breve sosta sono ripartito per l’ultimo tramonto in questa terra, in questo mare. Una breve sosta carburante e poi di corsa verso la costa. Direzione Point du Raz. Qui attenderò il tramonto poi cena in un ristorantino sul porto di Audierne. Nota post: l'orario migliore per visitare Point du Raz è sicuramente il tramonto. Quando i raggi del sole fanno filotto tra isole, fari e la punta du Raz appunto. Inoltre sconsiglio il percorso segnalato, dal mio punto di vista per godersi appieno  quel luogo è preferibile scendere verso sud dal parcheggio, e risalire la costa. Il percorso non è di per se impegnativo, delle buone scarpe da treeking e un po' di attenzione alla presenza di bisce e rettiloidi affini non farà poi male.

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Porto di Audierne, ore 21.30 Cena al ristorante. Finalmente una cena seria. Il luogo consigliato era chiuso ma ho rimediato qualche metro più avanti. Poca gente , parcheggio fronte, ideale. A proposito di parcheggio, a point du raz il parcheggio si paga, non all’ingresso ma all’uscita. 6€ non male direi per un luogo libero. Ad ogni modo ero anche pronto a pagare, all’uscita, quasi verso le 21, la sorpresa, nessuno a chiedere il balzello… la mia era una delle poche auto ancora presente nel parcheggio, quindi basta uscire dopo il tramonto e i 6 dobloni si possono risparmiare. Al tavolo ho ordinato una zuppa calda di pesce per riscaldarmi dopo il gelo del vento oceanico e cozze marinate con patate fritte. Zuppa davvero buona. L’unica difficoltà della serata è stata quando ho chiesto un tavolo e il proprietario mi ha detto di sedermi. Detto non indicato. Appunto. Rimasto in piedi in attesa di una risposta mi indica di sedermi, apposto. Anche le cozze sono andate. Buone soprattutto per la presenza abbondante di cipolla che adoro. Da procurarsi la ricetta per casa. Casa che a volte è così lontana. Nota post: E' consigliato lasciare il parcheggio il più tardi possibile così da evitare di pagare :)

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Mahalon, 22/9/2009 ore 9.00 Ultima colazione. In compagnia di una giovane coppia che non avevo visto ieri. Poi armi e bagagli e ultima tappa. L’unica preoccupazione è il bagaglio: non avendo bilance prima di essere in aeroporto non ho modo di pesare se sarò in ordine o meno. Una cosa è certa, così come ero nei limiti alla partenza, così ora non sono al ritorno per via di acquisti vari. Proverò a portarmi addosso più vestiti possibili. Nota post: durante la colazione ho capito di essere stato abbastanza fortunato, in quanto la padrona di casa non ricordava un altro settembre così bello e temperato.

Parcheggio aeroporto Atlantiques di Nantes, 22/9/2009 ore 16.00 Quasi la fine. Quasi. Dopo la colazione mi sono diretto verso la costa, tempo ancora splendido e forse fin troppo caldo per i miei gusti da orso polare. Ascoltando in questo caso l’inutile guida della Lonely mi sono avventurato lungo un percorso panoramico che assicurava grandi viste sulla costa e sulle isole. Io ho visto solo campagna. Mistero. Ho pranzato in un ristorantino sulla costa a Port Navalo, bissando il piatto della sera precedente. Poi con molta calma in questo pomeriggio che sa ancora di estate mi sono diretto verso Nantes. Fermo l’auto, la spengo per l’ultima volta un gesto che pare lunghissimo, accarezzo questo volante, il suo cambio, che mi hanno accompagnato per tutti questi 1700km, tra spiagge, coste, fari campagne, attraverso la nebbia, il sole gli acquazzoni. Questo cavallo fatto di acciaio ferro plastica e vetro mi mancherà. Sono in anticipo di ore sul volo. Meglio così. Inizio a giocare con i tappeti per l’imbarco delle valigie. Gioco con il peso, un po’ qua un po’ la, il caldo non aiuta per niente. Indosso gli scarponi da treeking per evitare di metterli in valigia. Nota post: non credo di aver fatto delle belle figure a Nantes, occupato com'ero a spostare di qua e di la vestiti e cinfrusaglie fotografiche varie. Scene un po' da film.

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Aeroporto Atlantiques di Nantes, 22/9/2009 ore 18.00 Sala d’imbarco n°44. Bhè tutto bene ma andiamo con ordine. Al bag&drop la valigia fa registrare 14 chili e 700 grammi. L’addetta mi chiede se ho un'altra valigia, il bagaglio a mano con me. Mi chiede di vederlo, brivido. E’ lo zaino riempito da pazzi. Mi chiede di pesarlo…. Benissimo. 11 Chili e 400 grammi. La guardo gli faccio segno che la roba è dentro perché fa caldo, mi redarguisce ma non con cattiveria e mi dice in un francese che comprendo benissimo “la prossima volta viaggi più leggero” e posso andare mentre guardo la valigia allinearsi con le altre…

Mi reco ai varchi. Non ispirerei molta fiducia nemmeno al Dalai Lama. Barba lunga, vestiti sporchi, scarponi lerci… Ottimo. Passa il bagaglio e già so che vorranno guardarci dentro per la quantità di ferro presente. E tanto per non sbagliare chiedono ovviamente di controllare il bagaglio, sorrido, e con gentilezza mostro tutto quello che vogliono. Qualche secondo di sguardi qua e la e poi posso finalmente andarmi a rilassare in attesa del rientro. Mentre guardo fuori il sole calare, penso a quanto mi dispiace partire, lasciare questa terra veramente splendida, luoghi magici e momenti che irripetibili che già si stringono nella mia memoria e li rimarranno. Le persone le immaginavo più chiuse, più fredde distanti, nulla di più sbagliato, si sono dimostrati accoglienti, pazienti e disponibili. Nota post: E' stata un esperienza davvero positiva. Pensavo che avrei incontrato più difficoltà invece tutto è andato bene, i francesi della zona sono persone molto ospitali, sforzatevi sempre di parlare francese :)

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