Bretagna parte II

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Cote de Granite Rose, 19 settembre 2009, ore 12.00 Partito stamane con un sole da film, ero bello felice. La calda luce del mattino sferzava e accarezzava ogni filo d’erba ancora umido per la notte. L’aria era fresca, limpida pulita. Così iniziava questo nuovo giorno, che mi vedeva passare bello contento per le stradine di campagna e poi giù fino alla statale E401 direzione Saint Brieuc.

All’altezza di St Malo il sogno finisce: nebbia. Subito le contromisure, ne approfitto per terminare l’asciugatura di calzini e canotte ancora bagnati dalla sera prima. Così ancora una volta il cruscotto della mia polo si trasforma velocemente in un asciugatrice. Nota post: lo spettacolo per chi mi vedeva passare doveva sembrare curioso, l’aria dai bocchettoni faceva svolazzare la mia canottiera come una bella bandiera bianca per mezzo abitacolo. -Percorro 170km e lascio il la regione più orientale della Bretagna per entrare nel suo cuore pulsante. Arrivo a Trèvou-Trèguignec alla gites d'hotes che avevo prenotato. Suono il campanello, la moglie del titolare non sa del mio arrivo nonostante il mio sms concordato mesi prima in cui avrei avvisato l’ora presunta dell’arrivo. Controlla e sembra che il mio nome non appaia neanche segnato sulla loro agenda. Ad ogni modo la camera c’è: lascio le mie poche cose e riparto per visitare subito la costa. Nota post: in effetti tra le gites viste è quella su cui, nonostante la buona sistemazione e la posizione molto favorevole, forse non rivisiterei, accoglienza un po’ troppo distaccata e qualche distrazione di troppo, come quando non mi hanno avvertito che la marmellata di ciliegie aveva sia le ciliegie ma anche i noccioli, oppure come il secondo giorno in cui al rientro ho trovato il letto sfatto, ero abituato a trovarlo rifatto a Mont Saint Michel. - Il tempo oggi è davvero impietoso, cielo grigio nebbia e qualche goccia. Seduto su un massiccio blocco di granito mi do il benvenuto sulla Cote de Granite Rose mentre guardo qualche avventuroso fare un bagno fuori stagione.

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Maison du Roche, Plougrescant, ore 14.00 Mi sono diretto in un luogo che volevo vedere da tempo. E qui sono arrivato. La situazione in cui sono però non era quella prevista inizialmente. Seduto in macchina motore acceso, in boxer mentre asciugo i jeans completamente fradici. Nota post: ormai ero diventato abbastanza abile nell’asciugatura ci avevo preso gusto - Ebbene l’acquazzone è arrivato e la sfiga di aver dimenticato l’altro paio di jeans a casa lo sto pagando. Il posto è meraviglioso ma il tempo sta rovinando la giornata e anche un po’ l’umore. A volte è perfino difficile capire dove si trovi il sole. Penso ancora al rifornimento carburante. Riuscirò a farlo senza imprevisti o contrattempi in futuro? La prima volta a Mont Saint Michel non capivo come aprire il tappo esterno del serbatoio. La seconda avevo infilato dentro tutto il becco della pompa come giustamente ho sempre fatto e usciva un goccio di benzina alla volta. La terza il tappo esterno non si chiudeva più. Sposto l’auto. Scendo guardo si è chiuso da solo. Nota post: Cos’era accaduto, che l’auto si era chiusa automaticamente, e così facendo aveva serrato la sicura del tappo che però era aperto non facendomelo più chiudere! Insomma qualche piccolo imprevisto che però ha reso più frizzante quei giorni in solitaria. Ricordo ancora a Dinan un gatto nero che mi ha attraversato la strada 3 volte nello spazio di 2 minuti, da sinistra a destra, da destra a sinista, poi sorpassato, mi rivolto e mi riattraversa la strada. Mi sembrava in essere in Matrix con un bel deja-vu. Nota post: adoro i gatti ma a volte sono un po’ superstizioso

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Ploumanac'h ore 18.00 Grandi sorprese questo pomeriggio. La pioggia incessante mi ha fatto accendere la lampadina. Così consultato il meteo di fiducia, mi viene comunicato che la zona di Brest offre se non il sole a picco almeno nessuna precipitazione. Nota post: primo errore, mai fidarsi del meteo italiano relativo alla Bretagna, specie se controllato da un parente non avvezzo a navigare su siti seri- Avvertita la madame alla gites mi fiondo verso una della mete della costa. Il faro di Ploumanac'h. Lungo la strada due vittorie, fatta la spesa con relativa ultima baghette fatta mia e inoltre ho finalmente fatto il pit stop con pieno successo. Domani sera il dilemma di dove dormire se manterrò la decisione di lasciare la costa di granito rosa. Però ci sta, è il bello dell’avventura. Sale il vento e a anche la marea, gli scogli su cui ho passeggiato un ora fa ora sono spariti sotto i flutti. Il sole è ancora ben nascosto li da qualche parte, vedremo poi se pagherà la scelta di partire, poiché avrei voluto vedere l’isola di Brehat, ma con la pioggia sarebbe triste. Nota post: il giorno dopo invece si rivelerà una giornata splendida su tutta la costa di granito rosa.

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Trèvou-Trèguignec ore 22.00 Sono rimasto a Ploumanac'h ad attendere il tramonto circa tre ore. Ovviamente il banco di nubi all’orizzonte c’era ma il vento era a favore, mentre il sole calava. Così sono riuscito ad averlo all’orizzonte ben visibile. Tutto è stato perfetto, il tempo è nettamente migliorato fornendomi un ottimo quadretto per una buona foto. Ecco però la chicca. Ecco che per tutta la sera il faro è stato meta di coppie e coppiettine che volevano godersi il tramonto Nota post: e volevo ben vedere, la scena era assolutamente imperdibile Ovviamente ignorando di essere nell’obbiettivo. Ci ho impiegato un po’ e con un po’ della loro collaborazione, gli scatti che volevo sono riusciti. La zona di Perros Guirec sembra davvero carina. La cittadina mi ha fatto una bella impressione nonostante ci sia solo passato di sfuggita. Non ho ancora deciso cosa fare domani, il tempo a ovest sembra migliore rispetto a qui, la notte porterà consiglio. Nota post: più che la notte il vento, che ha completamente rivoluzionato tutto nella notte.

Île-de-Bréhat, 20 settembre 2009, ore 11.00 Piove così tanto che non c’è bisogno dell’alta marea. In realtà fa così caldo che conviene stare in canottiera. Quindi la decisione è di rimanere, e con molto culo sto trovando una giornata davvero splendida. L’isola è un po’ differente da come la credevo, più brulla del previsto, molti sali scendi e purtroppo pochi fiori. La stagione bella è già alla spalle, ma la visione di questa isola nel mezzo della fioritura dev’essere qualcosa di spettacolare. Il silenzio che si avverte una volta lasciato il centro abitato e spingendosi verso le coste tra stradine e sentierini è rotto solo dal crepitare del vento e dal canto dei gabbiani. E’ meraviglioso sentirli cantare, ci hanno sempre ispirato, specie udirli dopo un lungo viaggio in mare doveva essere una cosa bellissima. Nota post: come itinerario consiglio vivamente di lasciarsi andare alla libera esplorazione evitando quanto più possibile la strade, anzi stradine asfaltate e percorrendo liberamente tutti i sentierini in cui si imbatte. Dalla cappella Saint Michel, mi sono diretto alla parte nord dell’isola, verso il Phare du Rosedo, da li alcuni sentieri tra “boschi” di felci ormai dorate fanno costeggiare tutta la costa fino al Phare du Paon, dove magari aspettare il tramonto.

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Île-de-Bréhat, ore 15.00 Ho fatto appena in tempo a prendere il battello delle 15, altrimenti sarebbe scattata un ora di attesa. Credo che quest’isola sia una delle poche in cui esistono ben 3 porti, uno per l’alta, per la media e uno per la bassa marea. E’ stato incredibile scendere a piedi nella baia dove ero approdato la mattina, percorrere una striscia di cemento sul fondo di questa fino al pontile di bassa marea, e pensare che dopo qualche ora sarebbe stato tutto inondato dalle acque nuovamente, e così tutti i giorni. La barca sta partendo, il giro sull’isola è stato piacevole, ancora una volta niente pranzo, tanto le colazioni del mattino sono iperzuccherose, però un panino non lo avrei disdegnato. Vicino il Phare du Paon ho incrociato un piccolo locale dove fermarsi a fare uno spuntino, mi sono concesso una bibita gelata. La cosa magnifica è che era completamente immerso nella natura del luogo sfruttando un antica abitazione. Niente sporcizia, tutto pulito, mai una cartaccia lungo sentieri o altro, come da noi in Italia. Lascio Bréhat, lascio le sue rocce rosse, il suo mare verde smeraldo, i suoi giocosi gabbiani, sperando un giorno di rivedere tutto questo magari al tramonto di un giorno di primavera. Nota post: nulla da dire assolutamente da tornarci.

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Maison du Roche, Plougrescant, ore 17.00 Orario abbastanza imprecisato, forse le 17.00, non ho voglia né intenzione di tirarmi fuori dai pantaloni il cellulare che sta svolgendo la funzione primaria in questo momento di regalarmi un adeguata colonna sonora al momento che sto vivendo. La marea sta velocemente iniziando a salire. Sono di nuovo a Plougrescant questa volta con il sole. Questa volta niente acqua. Niente jeans pesanti e inzuppati. Il tempo per tutta la giornata è stato perfetto, caldo al punto giusto e riesco finalmente a godermi quanto ieri era stato rovinato. Mi sono arrampicato sul costone di granito più alto, vedremo a scendere che accadrà. Nota post: mi sono stupito con me stesso per come durante la vacanza sono riuscito senza difficoltà ad infilarmi nei posti, ma soprattutto arrampicarmi nei posti più complicati e apparentemente difficili da raggiungere. Le foto non ne hanno mai guadagnato va detto questo ma era un divertente esercizio fisico.

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Trèvou-Trèguignec ore 22.00 Fatta la doccia mi sento il viso bello caldo. Un po’ di sole e sono anche più bello, peccato per la barbaccia lunga stile talebano. Oggi record di camminate, i piedi reggono. Lo stomaco un po’ meno. Domani voglio del sano pesce. Purtroppo mi sto accorgendo che non riuscirò a vedere tutto ciò che avevo in mente. Domani per di più si annuncia come una delle tappe più lunghe di tutto il viaggio. Se passerò per Pointe St Mathieu arriverò forse a mezzodì. La vacanza è quasi al termine. Vacanza o lavoro? Comincio a chiedermelo ogni tanto. Divertimento zero, relax spesso. Per ora va bene così. Nota post: in effetti diversi fattori accostano le mie vacanze in solitaria ad autentici tour de force. Vedere il più possibile limitando le perdite di tempo. Ovviamente inserendo qua e la alcuni momenti di relax come la cena a Cape Fréhel con tanto di gabbiano al seguito in attesa del tramonto.

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